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Cornigliano, rinasce il Teatro Calasanzio

Dalle ceneri dell’Eden, luogo magico di attori, musicisti e artisti, al teatro del Calasanzio: la rinascita culturale di Cornigliano può ripartire dalla rinnovata platea.

È con vero piacere che, per introdurre un tema a me caro come la Cultura, riprendo uno scritto del compianto e amico Giacomo Marchese che molti anziani cornigiotti, come il sottoscritto, ricorderanno per essere stato per diversi anni amato presidente del Circolo Pescatori sulla Colombaia. Scriveva Giacomo: “Cornigliano rinasce, la chiesa di S. Giacomo viene ricostruita dopo la distruzione del bombardamento aereo del 4 giugno 1944 e così piano piano tutte le case colpite dalle bombe compreso lato destro portici di via Pellizzari e, di fronte, viene costruito il Teatro Eden, una meraviglia specialmente agli occhi di adolescente, ricordo il primo film per l’inaugurazione: Avventura film americano con Greer Garson e Clark Gable. Particolare curioso: l’inaugurazione venne rimandata perché il parroco don Ettore Bisso (parrocchia di S. Ambrogio) chiamato per la benedizione trovò da ridire sul fatto che ai due lati del palcoscenico ci fossero due altorilievi che raffiguravano ballerine con il seno nudo, quindi si rimediò con un drappo sopra i seni.

In questo teatro si rappresentò tutto il possibile: dall’opera lirica all’operetta, all’avanspettacolo chiamato anche varietà o rivista, tutte le settimane per tanto tempo veniva programmato il venerdì, sabato e domenica, cinema e varietà. Ricordo artisti molto famosi come il Mago Bustelli, i fantasisti Renato Maddalena e Fanfulla, cantanti come Nella Colombo, e le commedie in genovese con l’indimenticabile Laerte Ottonelli (me’ barba. Ndr.) e sua cognata Rosetta Ghio. Giuseppe Marzari era di casa a Cornigliano e anche Mario Capello, il grande della canzone genovese (Ma se ghe pensu, 1925), i chitarristi Schenone e Del Corso, il mago comico Mac RonayIl teatro Eden è stato per tanti anni un luogo meraviglioso per l’immensa attività artistico-teatrale che svolgeva. In conclusione voglio ricordare il Gymnasium di via Minghetti (ex via Dufour); l’Esperia di via De Cavero (ex via Pellico) e, in ultimo, il teatro dell’Italsider a Bombrini. Rimangono oggi a Cornigliano solo due piccoli e inagibili teatri: quello dell’Istituto Calasanzio (vedi foto) e quello parrocchiale di Campi in attesa di una pietosa mano benefattrice che li riporti al loro originario ruolo culturale.

Ebbene, a distanza di molti anni il sogno di Giacomo e quello di tanti corniglianesi, ovvero “la pietosa mano benefattrice che lo riporti al suo originario ruolo culturale”, si sta avverando per il Teatro Calasanzio grazie al Consorzio Global, un soggetto privato molto attento ai cambiamenti in atto nel nostro quartiere che, nella persona del suo presidente Davide Falteri, ha capito che le risorse artistico-culturali e la loro gestione possano incidere in diversi modi sul sistema economico non solo di Cornigliano ma di un’intera città influendo sul turismo e, più in generale, possono determinare effetti positivi in altri settori didattici ed economici di un territorio. L’arte e la cultura, infatti, oltre a costituire elemento di coesione e di integrazione sociale, rappresentano un solido pilastro attorno al quale poter ancorare lo sviluppo economico e turistico di un territorio. Detto fatto, a progettazione ultimata nello scorso novembre, si prevede la firma della convenzione con l’Istituto Calasanzio in gennaio/febbraio 2022 e l’inizio dei lavori di restyling una volta completato il reperimento di tutte le risorse finanziarie necessarie.

Oerre

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