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“Vittorio Gassman, il centenario” dal 7 luglio al 18 settembre a Palazzo Ducale

È stata presentata questa mattina a Palazzo Ducale di Genova la mostra “Vittorio Gassman. Il Centenario” che sarà visitabile nel Sottoporticato dal 7 luglio al 18 settembre.

Dopo il successo registrato a Roma, dove la mostra è stata ospitata dall’Auditorium Parco della Musica di Roma dal 9 aprile al 29 giugno, arriva a Genova la grande esposizione, curata da Alessandro Nicosia, Diletta d’Andrea Gassmann e Alessandro Gassmann che rende omaggio, in occasione del Centenario della nascita, a un protagonista dello spettacolo e della cultura, profondamente radicato nell’immaginario collettivo, uno dei personaggi italiani più amati dal pubblico.

Campione di talento, versatilità e carisma, Vittorio Gassman è stato attore, regista, scrittore, maestro, innovatore dotato di una cultura smisurata, eccellente tanto sul versante drammatico quanto nella commedia. La sua è stata una carriera eclettica in grado di spaziare tra cinema, teatro, tv, poesia. Rendendo possibile il miracolo di cui sono capaci solo i grandi: coniugare la cultura alta con lo spettacolo popolare.

Attraverso materiali privati inediti e testimonianze professionali, immagini, audio e video di prima mano, curiosità e oggetti personali, la mostra ripercorre l’intera parabola umana e artistica di Gassman che per tutta la vita inseguì l’eccellenza in tutti i campi, compreso lo sport.

Gassman era nato a Genova, a Struppa. E a Genova è stato protagonista di spettacoli memorabili. Come quello in occasione delle Colombiadi nel 1992, Ulisse e la balena bianca, le cui scene furono curate da un altro illustre genovese, Renzo Piano.

Non poteva quindi mancare una sezione della mostra dedicata allo speciale rapporto con la “Superba”. Oltre alle testimonianze e ai materiali d’archivio di quello straordinario spettacolo, messe a disposizione dal maestro, il Teatro Nazionale di Genova ha fornito preziosi oggetti di scena, fotografie e documenti.

Il racconto non trascura i dettagli di una carriera straordinaria, la famiglia, le donne, i figli, i premi, i trionfi e le criticità, mai nascoste ma vissute dall’attore come tappe, sia pure dolorose, del proprio percorso.

Il pubblico, che ha amato tanto il protagonista de I Soliti ignoti quanto l’impareggiabile interprete di Shakespeare, incontrerà il “Mattatore” negli anni gloriosi dell’Accademia d’Arte Drammatica, ripercorrerà i suoi inizi nei teatri milanesi, il lavoro nella compagnia di Luchino Visconti. E il successo ottenuto nel cinema quando, insieme con Alberto Sordi, Nino Manfredi e Ugo Tognazzi tra gli anni Sessanta e Ottanta sarebbe stato uno degli attori più popolari e più amati, un “colonnello della risata” capace di assicurare i massimi incassi nell’epoca d’oro in cui la commedia teneva in piedi l’industria.

Tra i tanti materiali di scena, primo fra tutti il grande cavallo di legno di Mario Ceroli realizzato per il memorabile Riccardo III di Luca Ronconi. Ci si potrà immergere nelle immagini de Il Sorpasso, per rivivere i momenti più significativi del film di Dino Risi che quest’anno compie 60 anni, ci saranno tanti oggetti – per ripercorrere le tappe più significative di una carriera lunga 130 film che lo vedono protagonista.

E ancora: la Tv, con gli spettacoli televisivi che sono rimasti nella storia, e la sezione dedicata alla sua passione per la poesia – che non smette mai di celebrare in teatro e in tv – e la letteratura, culminata nell’autobiografia Un grande avvenire dietro le spalle.

LA MOSTRA

Il racconto di Gassman attraverso la mostra si sviluppa in quattro sezioni espositive: IL TEATRO, IL CINEMA, LA TELEVISIONE, LA POESIA E LA SCRITTURA.

Si parte dalle tappe più significative della sua vita privata. Tante le foto intime fornite dai familiari, o le lettere d’amore scritte a mano a Diletta d’Andrea, come la richiesta di matrimonio. Si racconta anche la passione per lo sport: Gassman arrivò a giocare nella Nazionale di basket, ma poi lasciò tutto per studiare all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”. Un quaderno con foto e articoli raccolti dalla madre racconta tutta la sua carriera sportiva.

Ad aprire il percorso del teatro c’è il suo baule di scena da cui escono metaforicamente una quantità di materiali ricchissimi e vari, parrucche, cappelli, costumi, tra cui quello di Otello e di Macbeth.

Si rivivono momenti di grande recitazione grazie a preziosi filmati: vediamo Gassman recitare Amleto e Otello, ma accanto a questo la sua testimonianza di cosa vuol dire interpretare i personaggi di Shakespeare.

E poi documenti, foto, registrazioni di ogni tipo, e oggetti di culto. Preziose sono le foto di scena realizzate da Diletta d’Andrea che per essere vicino a Vittorio nelle lunghe tournée, ricoprì diversi ruoli, tra cui quello di fotografa di scena: tra questo straordinario repertorio, in parte inedito, spicca il materiale di uno degli ultimi spettacoli degli anni ’90, l’Ulisse e la balena bianca di cui si possono vedere i disegni dell’impianto scenico di Renzo Piano.

Un infinito e sterminato repertorio teatrale e cinematografico quello di Gassman e per raccontarlo la mostra si focalizza su una quindicina di spettacoli teatrali e film, scelti tra i tanti per restituire l’ecclettismo del grande artista.

Il racconto della sua prolifica carriera cinematografica passa attraverso i tre grandi registi con cui ha lavorato maggiormente – Scola, Monicelli e Risi – ma è documentata anche la parentesi di Hollywood dove in un filmato vediamo Vittorio definire i film americani come ‘vaccate’.

Si va poi dagli oggetti più pop e divertenti come i costumi di L’armata Brancaleone, o quelli di Il deserto dei tartari e Guerra e pace, alle foto e i fotogrammi numerosissimi e alle interviste particolari come quella di Carlo Mazzarella a Gassman e Sordi sul set in trincea de La grande guerra.

Segue la sezione dedicata alla televisione con una proiezione in cui vengono mostrate le sue “ospitate”, da Studio Uno con Mina nel ’65, dove cantano insieme L’uomo per me, o la Canzonissima, dove è ospite con la madre per recitare insieme i passi della Divina Commedia (fu proprio lei a portarlo alla decisione di fare l’attore perché da piccolo era chiuso e introverso).

Imperdibile Vittorio che prende in giro sé stesso nel programma Tunnel leggendo l’elenco del telefono e un menu come se stesse leggendo la Divina Commedia.

Infine, la parte dedicata alla poesia dove si potrà ascoltare Gassman mentre recita alcuni tra i suoi componimenti preferiti e una sezione speciale a parte che mostra una serie di disegni su Vittorio fatti dal pubblico e postati su Instagram.

La mostra si chiude narrativamente con un documentario di Fabrizio Corallo che racchiude l’universo Gassman.

La mostra “VITTORIO GASSMAN. IL CENTENARIO” è ricca di foto, oggetti, costumi, copioni, video, filmati, bozzetti, documenti e tanti materiali provenienti dall’Archivio Luce Cinecittà e dal Centro Sperimentale di Cinematografia che sostengono il progetto, con la collaborazione di Rai, Terna e la partecipazione di tutti i familiari di Gassman.

L’esposizione è arricchita da numerosi prestiti istituzionali e privati che provengono, tra gli altri, dall’Archivio Storico Luce, dal Centro Sperimentale di Cinematografia, dall’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”, dal Museo Biblioteca Teatrale Siae e dall’Archivio Centrale dello Stato.

Dopo Genova, si sta lavorando con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale – Direzione per la promozione della cultura e della lingua italiana per portare la mostra, grazie ad Ambasciate e Istituti di Cultura nelle città dove Vittorio Gassman aveva trionfato nella sua straordinaria carriera (Buenos Aires, New York, Parigi tra le tante).

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